E resiste, dopotutto, l'alternativa.

È sempre così, la vita mi porta proprio dove sto andando. Che sembra un'ovvietà, ma questo gusto di trovare e creare connessioni, il piacere della scoperta, vorrei che le nostre bambine imparassero. A casa mi perdo in arrabbiature quotidiane, in tempi contati, in frustrazioni di ogni sorta. Non ne vengo fuori. Nella mia testa invece vive un mondo, che se lo schiudo un attimo già sono la pazza da silenziare. È ancora presto. Ma rimarrà il solco di questo srotolarsi di pensieri, di quello che, da uno spiraglio, mi fa sorridere davvero. E capiranno.


Oggi Aurora studia i Sumeri, una delle prime grandi civiltà sedentarie. Fu più o meno allora che iniziò il patriarcato. Questo modello di società è molto antico e nasce quando l'essere umano smette di essere nomade, costruisce delle case, inventa il concetto di proprietà privata e chiude donne e bestie dentro un recinto per assicurarsi ricchezza e prole ("Rivoluzione Z", Giulia Blasi). 

Eccoli lì, dunque, i nostri antenati, a trovare soluzioni, modi più sicuri di vivere, a creare la ricchezza (nel senso capitalistico del termine). Si sono solo fatti un po' prendere la mano. E così partecipiamo a un'economia globale e del potere che fa male a tutti, tranne agli uomini ricchi, quelli che ce l'hanno fatta, secondo il codice da loro scritto.

Ma oggi sul libro di storia c'è scritto che qualcuna è riuscita a sfuggire al controllo, che addirittura femmina fu la prima poesia.


Io

Io sono Enheduanna

Gran Sacerdotessa di Nanna

con un cuore solo

Io sono devota a Nanna

Io ti supplico

dico basta

al cuore amaro che odia e al dolore

mia Signora

("Signora dal cuore immenso", Enheduanna, città sumera di Ur, 2300 a.C.)


E resiste, dopotutto, l'alternativa. 


Io dico basta 

al cuore amaro che odia 

e al dolore. 

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